Luigi Mammana, dalla Civica di Cinema a Visioni dal Mondo: premio Rai Cinema per "C’era una statua di Lenin"
Luigi ha curato la produzione e collaborato alla scrittura del documentario, premiato con il Riconoscimento Rai Cinema dedicato a Franco Scaglia
Un importante riconoscimento per Luigi Mammana, ex studente del corso serale di Sceneggiatura della Civica Scuola di Cinema. Il documentario C’era una statua di Lenin – Ritratto scomposto della Moldavia, di cui Mammana ha curato la produzione e alla cui scrittura ha collaborato, ha ricevuto il Riconoscimento Rai Cinema dedicato a Franco Scaglia nell’ambito del Festival Visioni dal Mondo.Condividi
Il riconoscimento, assegnato ai lungometraggi del Concorso Italiano, prevede l’acquisizione dei diritti televisivi dell’opera per le reti Rai.
Diretto da Vincenzo Campisi, C’era una statua di Lenin è un viaggio nella Moldavia contemporanea, tra la memoria dell’epoca sovietica, le contraddizioni del presente e la ricerca di un’identità ancora in trasformazione.
Il documentario attraversa luoghi e comunità segnati dalla storia recente del Paese, dalla regione autonoma della Gagauzia fino alla zona di confine con la Transnistria. Attraverso gli incontri e le storie delle persone, il viaggio costruisce un ritratto della Moldavia sospeso tra passato e presente.
Il percorso si conclude simbolicamente in Italia, con il ritrovamento di un busto di Lenin a Cavriago, in provincia di Reggio Emilia: un’immagine che riporta la riflessione sul rapporto tra memoria, ideologia e identità anche al di fuori dei confini moldavi.
Il film è stato realizzato da La Maladolescenza, collettivo cinematografico siciliano trapiantato a Milano e composto da Vincenzo Campisi, Luigi Mammana, Guido Martella e Antonio Vezzari.
Per Mammana, che nel progetto ha ricoperto il ruolo di produttore e ha collaborato alla scrittura, il premio rappresenta un importante traguardo nel percorso professionale intrapreso anche attraverso la formazione alla Civica Scuola di Cinema.
C’era una statua di Lenin è diretto da Vincenzo Campisi, da un’idea di Campisi e Guido Martella. La sceneggiatura è di Campisi, in collaborazione con Martella e Mammana. La fotografia è di Antonio Vezzari, mentre alla macchina da presa hanno lavorato Antonio Vezzari e Marco Ballistreri. Interprete: Eleonora Campisi.