La storia di Francesca Cerutti

Chi sono i nostri diplomati? Cosa fanno oggi?

Francesca si è diplomata in Traduzione nel 2020. Attualmente è una traduttrice freelance che collabora con diverse agenzie di traduzione, una casa editrice e e clienti diretti. Traduce nello specifico testi aziendali, sia di marketing che di carattere economico-finanziario. Lavora inoltre, in veste di autrice, per un grande gruppo editoriale.
Pubblicato il: 13/06/2022 Categoria: ALUMNI STORIES

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Quale corso o corsi hai frequentato alla Civica Spinelli?

Ho frequentato il corso di laurea magistrale in Traduzione professionale, tra il 2018 e il 2020. Le mie lingue di lavoro ufficiali erano l’inglese e il russo, ma io sono anche francesista e fin dal primo anno ho scelto di frequentare un corso extra di traduzione verso il francese, tenuto dal professor Floquet.

Perché hai scelto la Civica Spinelli?

In triennale ho frequentato il corso di laurea in Lingue per l’impresa dell’Università Cattolica. Era un corso ibrido, che combinava lo studio delle lingue straniere a quello di discipline di carattere economico-giuridico. Una volta arrivata all’ultimo anno, ho capito che per la magistrale avrei dovuto scegliere in quale dei due ambiti specializzarmi. In triennale avevo seguito delle lezioni di traduzione, che mi erano piaciute al punto da farmi capire che era quello che avrei voluto fare nella vita. E così ho deciso di proseguire i miei studi all’“Altiero Spinelli”.

Quale è il tuo lavoro oggi?

Oggi sono traduttrice freelance: collaboro con diverse agenzie di traduzione, con una casa editrice e con qualche cliente diretto. Traduco soprattutto testi aziendali, sia di marketing che di carattere economico-finanziario. Lavoro inoltre, in veste di autrice, per un grande gruppo editoriale.

In che modo la Civica Spinelli ti ha aiutato a trovare il tuo ruolo professionale?

Si è rivelata particolarmente utile l’impostazione professionalizzante dei corsi: in questo modo, anziché studiare pagine e pagine di teoria, ho lavorato fin da subito sulle tipologie di testi che poi mi sono trovata a tradurre per lavoro. Penso a testi complessi, come contratti o statuti societari, per cui serve un certo allenamento: non oso immaginare lo shock se li avessi visti per la prima volta al lavoro! E, soprattutto, sono molto contenta di aver imparato durante le lezioni a utilizzare i CAT tool, che rappresentano davvero la base del lavoro di un traduttore professionale.

Raccontaci la tua ultima esperienza professionale

Non ho un’“ultima” esperienza professionale, perché nel corso della settimana mi occupo di più commesse, quasi sempre per clienti diversi. Posso però parlare di un lavoro svolto di recente, che mi è piaciuto molto: la traduzione di alcune schede prodotto per un’azienda che produce scarpe di lusso. Mi sono divertita perché si trattava di un progetto di transcreazione, in cui quindi dovevo realizzare traduzioni creative, non troppo attaccate al testo originale, ma scritte con un linguaggio accattivante per i lettori italiani. Come suggerisce il nome, ero piuttosto libera di dare sfogo alla mia creatività: è l’aspetto migliore della traduzione dei testi di marketing, che sono forse quelli che preferisco.

Com’è cambiato il tuo lavoro con il Covid-19?

Mi sono laureata nel giugno del 2020, in piena pandemia, e ho cominciato a lavorare la settimana successiva. Avendo lavorato solo in epoca Covid, non so come sarebbe stata la mia esperienza prima dello scoppio della pandemia. Secondo me, però, noi traduttori non abbiamo risentito troppo della situazione, perché il nostro è un lavoro che è sempre stato svolto da casa, o comunque a distanza. Per noi lo smartworking era già realtà.

Che consiglio vuoi dare agli studenti di oggi della Civica Spinelli?

Di essere curiosi e non precludersi nulla. Un traduttore è per definizione una figura versatile e credo che la sua forza risieda proprio nella curiosità. Grazie al lavoro ho potuto approfondire i settori dell’arredamento, dell’abbigliamento, dell’ottica. Se c’è interesse per un settore, si può imparare molto dai testi paralleli, ma anche dal confronto con traduttori più esperti. Chiaramente a tutto c’è un limite e non possiamo pensare che un traduttore sia in grado di tradurre bene qualsiasi tipo di testo, ma di sicuro può chiedersi quali sono gli ambiti di suo interesse e spaziare tra questi, imparando sempre qualcosa di nuovo.

Chi è Francesca?

Ho 25 anni e sono innamorata della vita di città, con tutti i suoi stimoli culturali che in provincia non troverei; diversi mesi fa ho realizzato il desiderio di trasferirmi a Milano e non potrei essere più felice di questa scelta. Quando non traduco, passeggio per la città, ascolto musica, leggo o scrivo. Nel 2020 è uscito il mio romanzo d’esordio, Noi quattro nel mondo, e da quell’esperienza ho scoperto che la dimensione dello scrittore può essere – contrariamente a quel che si pensa – tutt’altro che solitaria: durante le presentazioni mi piace moltissimo chiacchierare e confrontarmi con i lettori. La letteratura è dialogo, come diceva Fitzgerald. Tra l’altro, questo è anche il motto di Magma Magazine, la rivista letteraria di cui sono caporedattrice da fine agosto del 2021. Siamo una bella squadra di ragazze e ragazzi accomunati dalla stessa passione ed è un piacere vedere svariate case editrici che riconoscono e apprezzano la cura e l’impegno che dedichiamo a recensioni e interviste.